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Cattedrale dell’Immacolata

L’attuale edificio sostituisce l’antica cattedrale dedicata a S. Maria, risalente agli inizi del XII secolo e restaurata nel XV.
Le precarie condizioni della chiesa originaria indussero  il Capitolo della Cattedrale ad avviare nel 1803 una ristrutturazione completa dell’edificio affidata  all’architetto Salvatore Are che terminò i lavori successivamente alla stessa consacrazione ufficiale avvenuta nel 1809.
L’interno si presenta ad una navata con un accenno di cappelle ricavate tra i contrafforti incassati nelle pareti laterali; il presbiterio rettangolare, rialzato rispetto alla navata, è caratterizzato da una volte a botte spezzata, che sostituisce la tradizionale copertura a crociera; all’interno, sulla parte destra, si estende un braccio con cappelle laterali e, alla testa, un vano absidato e cupolato. La facciata a capanna ha un portale ad arco acuto modanato ed un coronamento di archetti pensili ogivali nella quale è ravvisabile l’influsso della composizione della chiesa del Carmine

Chiesa e convento del Carmine - "N.S. del Soccorso"

I carmelitani, che da secoli occupavano il monastero di S. Antonio Extramuros, ottennero nel 1606 l’autorizzazione a trasferirsi nella vecchia chiesa di Nostra Signora del Soccorso, presso la porta di S. Giovanni; solo dopo un secolo e mezzo iniziarono però i lavori di costruzione della nuova chiesa del Carmine, che furono conclusi nel 1779, come testimonia la data incisa sul portale del prospetto, e la cui consacrazione avvenne nel 1810 per opera del vescovo Gavino Murro. L’edificio è ad unica navata divisa in quattro campate da lievi sottarchi che scaricano su pilastrate, tra le quali si aprono quattro cappelle per lato, anch’esse, come la navata, voltate a botte. Conclude l’aula un alto presbiterio a pianta quadrangolare coperto da una cupola emisferica e con al centro l’altare maggiore datato al 1791. La struttura interna risente dell’influsso della chiesa del Gesù del Vignola a Roma. Il prospetto, intonacato e con membrature in trachite rossa a vista, è diviso in due ordini conclusi da un mosso frontone; il motivo del portale, sorretto da un cappello barocco misurato ed armonico, entro cui è collocata l’insegna del Carmelo, si ripete ampliato nel frontespizio tutto giocato su linee concave e convesse. Degni di nota all’interno la bellissima bussola lignea e gli altari in chiaro stile barocchetto piemontese.

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