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Le origini. Un’epigrafe fenicia (oggi perduta) databile al IX secolo a.C. documenta per la prima volta l’esistenza di un etnico collettivo "Bs’n", riferito alla popolazione di questo luogo il cui toponimo, nelle forma appunto di Bosa, è riaffermato da Tolomeo e dall’Itinerarium Antonini. Nulla di certo si conosce dello stanziamento fenicio-punico, che dovrebbe essere localizzato vicino alla foce del Temo più di quanto non sia l’attuale centro. La città romana sorgeva con certezza più a monte del probabile centro fenicio. Il sito romano non dovette essere mai abbandonato, nonostante le incursioni arabe, se nel 1062 si pone mano alla costruzione della Cattedrale dedicata a S. Pietro. Secondo lo storico G. F. Fara (1543-91), nel 1112 i marchesi Malaspina costruiscono un munito castello in posizione strategica sulla sommità del colle Serravalle. E’ facile pensare che da questo momento abbia inizio un lentissimo processo di trapianto urbano dal vecchio al nuovo sito.
Il dominio aragonese. All’inizio del XIV secolo la minaccia di un’invasione aragonese si faceva più concreta. Il Castello e il borgo sottostante non arrivarono tuttavia ad essere un solo centro urbano e mantennero ciascuno la propria individualità giuridica. Il primo venne più volte ampliato e rafforzato, a partire dal trecento, e Mariano d’Arborea ne fece la sua base operativa nella lotta contro gli Aragonesi, ma furono questi ultimi e i loro feudatari ad ampliare nel XIV secolo il circuito murario. Nel 1388 la città deve avere acquisito una qualche forma di autonomia comunale dato che nell’atto solenne di pacificazione fra Aragona e Arborea insieme al podestà di Bosa firmano nominativamente 101 persone e, a parte, sottoscrivono il castellano e il sindaco delle università comprese nel feudo controllato dal Castello, nonché un rappresentante della comunità del Castello di Serravalle.

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